scritto da MisterPin il mercoledì, 22 novembre 2006,10:01

SATIRA O CENSURA?

Qual è il vero distinguo necessario per fare satira? Qual è la linea che divide il turpiloquio dal grottesco, dal comico, dal buon gusto?

Ieri sera mi sono visto Crozza Italia appuntamento intelligente, televisivamente parlando, che può piacere o non piacere, può essere giudicato “comunistamangiabambini” o qualunquista, generico o populista.
Con grandissimo rammarico abbiamo visto Crozza, vestito da Papa, che appoggiava un cartello sul balcone di S. Pietro che diceva che la trasmissione (l’imitazione del Papa appunto) era momentaneamente sospesa.
E questo perché ha ricevuto pressioni “dall’alto”.
Censurato, segato, tagliato.

Non è sufficiente. Anche Fabio Fazio (Che tempo che fa, RAI 3) ha ricevuto le stesse pressioni per le prestazioni della Littizzetto (il suo famoso Eminem).

Non è sufficiente. Anche Lino Banfi che certamente non può essere considerato un “comunistamangiabambini”, ha ricevuto pressioni. Volevano metterlo in seconda serata solo perché parlava di un argomento scottante (non per molti): l’omosessualità femminile, si parlava di LESBICHE (termine da sdoganare). Il popolo però non c’è stato e ha premiato la fiction con oltre 7.000.000 di audience.

Dobbiamo stare molto attenti a mettere dei solchi e dei distinguo alla satira politica. Dobbiamo stare attenti a non cadere nella trappola della censura facile e del proibizionismo.
Per parafrasare la chiosa di Luciana Litizzetto ripeto, è meglio scagliarsi contro i pedofili, ai signori della guerra e della morte, alla mafia. Risparmiate, Signori, le energie che mettete nel censurare e indirizzatele verso le vere catastrofi dell’essere umano  ... non siamo in un paese integralista e antidemocratico, siamo in un paese laico, siamo in Italia, in Europa.
Il proibizionismo e la censura hanno nel tempo dimostrato solo la fragilità delle “istituzioni” che le hanno volute e le loro paure.
Per quanto mi riguarda, ho paura di un popolo che non ride un po’ di se stesso.

Mr. Pin

categoria:censura, omosessualitĂ 
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scritto da MisterPin il sabato, 18 novembre 2006,11:19

La canna che uccide

ansa_9064335_29570Leggevo qualche giorno fa e con simpatica curiosità, che il Governo ha aumentato la dose di “modica quantità” per marijuana e succedanei e l’ha portata da 500 ml a 1000 ml! Una rivoluzione copernicana!

Voglio precisare che ogni anno, in Europa, muoiono 115.000 uccise dall’alcol che costano la bellezza di 125 miliardi di € pari all’1,3% del PIL europeo. Però sembra che non gliene freghi una benemerita fava a nessuno. Io posso andare in qualunque store, comperare una bottiglia di rhum e scolarmela senza problemi.

Bisogna stare attenti adesso guys! Con la modica quantità aumentata del doppio potranno esserci centinaia di migliaia, che dico, MILIONI di morti per overdose di canne.

La stupidità è sempre in agguato ed è ancora più scandaloso pensare che sia ad appannaggio di chi guida il nostro Paese. Con questa “modifica”, il nuovo governo di Mortadel cerca di cambiare una legge catastrofica e scellerata come quella di Fini. Ma lo fa sempre troppo in piccolo, troppo ad angolo ottuso, senza vero coraggio politico. La vera rivoluzione non è quella di aumentare la quantità di hascisc o maria che ti porti in tasca, ma è quella di distinguere droghe leggere e droghe pesanti.
Ogni giorno muoiono ragazzi per cocaina, eroina, crak ... non ho mai sentito nessuno che sia morto per una canna. Mah!

Altra notiziola e sempre ieri:
Un parroco a Napoli, è stato arrestato per aver violentato ripetutamente una bambina di 10 anni. Il “buon parroco” era già stato inquisito nel 1995 (11 anni fa) per lo stesso problemino. E’ una vergogna, lo so, ma ancor più vergognoso è che ad un “pastore di Dio” venga concessa la possibilità di avere, dopo quello che accadde nel '95, un’altra parrocchia. I veri violentatori sono stati quelli che hanno dato un’altra possibilità al porcone, di rifare le sue porcate che lui puntualmente ha commesso..

Ma non è che sia l’idiozia la vera droga di chi ci guida? Se esistesse un “tampone” di questo genere per farlo ai nostri politici, lo direi subito alle Jene.
Sono convinto del risultato: 100% positivi.

Mr. Pin

 

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scritto da MisterPin il mercoledì, 15 novembre 2006,20:31
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Ieri sera, quella spassosa trasmissione televisiva “Markette” condotta dal brillante Pierino Chiambretti (La7 ore 23,30 c.ca), ha avuto come ospite Vladimir Luxuria Guadagno.
L’entrata è stata bellissima. Lei vestita con una vestaglia coloratissima anni ‘50/’60 con tanto di bigodini e rete in testa, si è esibita in una canzone della compianta e bravissima Giuni Russo. Il risultato, almeno ai miei occhi e alle mie orecchie,  è risultato particolarmente gradevole. Eravamo in 7-8 persone a guardare e, ad un certo punto, il 50% di noi disapprovava categoricamente, l’esibizione televisiva del parlamentare di Rifondazione.

Dopo varie discussioni più o meno parruccone e più o meno all’avanguardia, nel riflettere sull’avvenimento sono emersi 2 aspetti particolarmente interessanti.

1° A prescindere dal colore politico vestito dall’Onorevole Luxuria, io personalmente mi sono ritrovato dalla parte di quelli a favore ma, ad essere sincero, non del tutto convinto. Mi sono convinto dopo, riflettendo sulla discussione avvenuta dove sono venute fuori (ovviamente), frasette tipo: “Ma pensa se lo facesse Prodi”, e tutti a ridere pensando al Mortadellone in vestaglia anni ‘50 plissettata. E l’altro: “Pensa se lo avesse fatto Berlusconi”, e tutti giù a ridere pensando al Cavaliere con i boccoli in testa e la retina...

Ma Luxuria non è ne l’uno, ne l’altro. Quando c’è stata l’esibizione televisiva, nessuno rideva ma, semplicemente... guardava. Si rideva degli altri politici nelle stesse condizioni di show, non di Luxuria. Un parlamentare! Una di Rifondazione!
Una Lady che hanno votato migliaia di persone, di nostri concittadini.
Secondo me, hanno fatto bene a votarla perché, oltre alla serietà dell’avvenimento “spettacolare”, ha dimostrato dignità ed intelligenza anche nel corso dell’intervista col perfido Pierino.

2° Credo che, e qui sarò brevissimo, discussioni attorno ad una trasmissione televisiva, siano cosa rara e preziosa. Sulla trasmissione di Chiambretti si discute in maniera intelligente perché è una trasmissione che fa discutere intelligentemente. Senza inviare SMS per far vincere un personaggio di reality, senza ipnotizzare stupidamente il telespettatore con pianti, balletti, culi e tette.

Tiro una conclusione:

Luxuria ha stravolto il paradigma dell’Onorevole –tuttoinamidatoeirreprensibile- dando prova di aspetti dimenticati dai nostri politici “tradizionali”: dignità  e intelligenza in una trasmissione televisiva che rispetta il telespettatore, anche questa cosa assai rara.

 

Mr. Pin

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Il Cavalier Banana e i Brogli elettorali

scritto da MisterPin il lunedì, 13 novembre 2006,18:14

Basta, basta, non se ne può più.

Adesso salta fuori che (sembra, pare) il Cavaliere Banana abbia pilotato un broglio elettorale nella notte delle elezioni politiche del 10 e l’11 Aprile di quest’anno.

Non se ne può più. Controllati, spiati, registrazioni telefoniche. Siamo davvero dei numeri di un gregge di pecoroni che non si merita una classe politica degna di questo nome? Credono davvero che siamo dei beoti creduloni?

Abbiamo bisogno di tranquillità, di credere in qualcosa (a questo punto a qualunque cosa) per sopravvivere, per pagare le bollette, i mutui, le tasse.

Ha ragione Grillo: i politici sono dei nostri impiegati che, tra l’altro, lavorano male e pensano soltanto ad accaparrarsi poltrone e potere. Siamo devastati dalla superficialità del governo precedente e dall’inutilità del governo esistente. Non siamo impazziti come dice Mortadellone. Sono loro quelli che ci fanno impazzire con politiche che non condividono nemmeno tra di loro.
Abbiamo una delle classi politiche più vecchie e stantie (nessuno escluso) del pianeta. Una classe politica senza creatività, senza amore e rispetto per l’elettore.
Omosessuali trattati come “finocchi”, donne sempre più bistrattate, una sanità che da Firenze in giù è paragonabile a quella dei paesi del terzo mondo, una totale falsità mediatica (TV, Radio e Giornali), un razzismo sempre più evidente nei confronti del “diverso” (portatori di handicap, extracomunitari, poveri). E non mi dilungo ulteriormente sulle varie idiozie guerrafondaie che sollazzano ancora certe zucche di politici mentalmente malati.

Nel 1950 l’Italia era un paese che aveva oltre il 50% di analfabetismo e con forte connotazione agricola. Nell’arco di pochi anni (12 per la precisione), il nostro Belpaese si trasformò in una macchina occidentale che pose le sue radici su piedi di argilla, quelle delle cambiali.
E’ facile per i politici dire oggi: “Chi mi ha preceduto era un truffaldino, un incapace e quindi ...”
A noi non bastano queste scuse da scuola materna. Io non faccio il politico, noi non facciamo i deputati. Sono loro quelli che vogliono fare sto mestiere. Ma che lo facciano e con giusta causa e professionalità altrimenti, che civiltà sarà mai questa che consegneremo nelle mani dei nostri figli? 
Non ci rimane nemmeno la forza di firmare l’ultima cambiale (forse loro la vogliono in bianco?) ma si stanno dimenticando che il credere in qualcosa è l’unica molla che ci permette ancora di lottare.

Mr. Pin

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Storia di pubblicitario (1)

scritto da MisterPin il lunedì, 13 novembre 2006,16:24

Non molto tempo fa, ero titolare di una piccola Agenzia Pubblicitaria. Avevo 12 ragazzi che lavoravano in maniera prodigiosa, creativi ed indomiti come i Cavalieri della tavola Rotonda. Io ero il capo, il boss.

Un culo grande come una sporta. In 3 anni mi sono pappato una cosina come 230.000 Km.(oltre 70.000 anno dico), 2,5 auto, 23.000 litri di carburante, 5,75 cambi di gomme. Senza contare treni ed aerei.
Ero contento come un matto anche se fumavo 40 paglie al giorno e passavo tranquillamente (a me sembrava), da un’alimentazione ad Hamburger autostradale (a volte l’incisivo affondava nel famigerato Camogli), a sontuose cene ammazzafegato, offerte da Clienti vari.
Voi direte, figurati sto’ fenomeno… ne conosco di gente che si fa sti’ chilometri … A mio suffragio aggiungo che la clientela è molto particolare e preparata, quindi … stressa in una maniera che proprio non se ne ha idea.
Un'altra figura di “fornitore”, in questo particolare mondo, è il tipografo che, sui lavori di Agenzia soffre quanto il Conte Ugolino mentre mangiava uno dei suoi figli (cosa si fa per la fame e per il cliente!).

Tipico esempio: sei lì che hai messo i tuoi esecutivi per la tipografia in borsa, entri in macchina (come al solito) per andare da quel disgraziato di tipografo che da due giorni ha le macchine ferme perché aspetta te per andare in stampa. Ti ha telefonato 2 ore prima avvinghiandoti il padiglione auricolare con un: “… se non mi porti gli esecutivi entro … il cliente NON VA IN STAMPAAAA!”.
E tu lì a dirgli “… guarda che io non c’entro un’emerita fava … che lui è bravo e buono e che telefono al cliente per farmi dare un OK definitivo …”.
E sono lì come un pirla in macchina, che vado dal disgraziato tipografo per portargli l’OK definitivo. Si stampa, FINALMENTE!
Poi … il cellulare improvvisamente ti vibra nel taschino della giacca come un tele-elettroshok, guardi il display e leggi con orrrrore: CLIENTE.
Prima di rispondere, pensi ad un sacco di cose in una frazione di secondo. La prima è, non rispondo, c’ho l’OK via fax! Poi, pensi di dotarti di una collana d’aglio, ti tocchi gli zibidei che in quel momento sono andati a fare un giro per la Galassia e decidi di rispondere pensando “…E se invece è un nuovo lavoro? …” … decidi di rispondere!
Povero koglione!.
Appena senti il tono del CLIENTE, ti guardi riflesso nel lago delle tue lacrime e ti dai immediatamente del deficiente.
Dall’altra parte: “ … Sai Piero, è tutto OK eh…!?” Ti rassicura l’infame “ … ma il Direttore Marketing ha visto i lay-out…” Li doveva vedere 3 giorni fa, pensi mentre senti che ti stai trasformando in Uomo Lupo “ … ma ha pensato che, in fin dei conti, lo sfondo delle foto … anziché rosso, è meglio quel giallo che avevi proposto qualche tempo fa …” Continua imperterrito con una voce di piombo quanto, ti immagini, la sua faccia.
Ti senti un povero stronzo mentre telefoni al disgraziato tipografo che ti sta aspettando come un boa affamato aspetta un capretto indifeso, giri il culo della macchina e pensi anche alla faccia del tuo art director che ti vedrà entrare in Agenzia sbattendo la porta e mordendo sul collo la segretaria.
E tutto questo, per un fottutissimo colore di sfondo.

Mi sono accorto che il tutto mi faceva un sacco male quando, mia moglie (la Fida), mi soccorreva semisvenuto e in stato confusionale (credevo che il portiere dello stabile fosse Angelina Jolie), subito fuori dall’ascensore e dopo una riunione “molto focosa” col CLIENTE.
“ Tu, in questo ambientino, NON ci lavori più …punto e basta”. Mi diceva La Fida minacciandomi col dito sotto il naso.
E infatti, non lavoro più nella pubblicità! Nella comunicazione sì, ma è un’altra cosa.
Ho imparato però un sacco di cose e azzardo un pensiero, in sostanza, si potrebbe definire che, un buon prodotto, è anche un buon connubio tra creatività e professionalità, umanità e numeri, software e hardware, intelligenza e cervello. Indissolubili.

Alla fine,  il risultato del buon vecchio Ingegno Umano. Quello che però non serve a fare bombe, ma quello che serve a migliorarti la vita e a farti sentire in definitiva, cittadino dell’umanità senza farti mangiare il fegato dai sensi di colpa.


Mr. Pin

La solitudine

scritto da MisterPin il domenica, 12 novembre 2006,16:33
Non è il cancro, non è l’AIDS, è la solitudine la vera malattia del 21° secolo.
L’idea di essere abbandonato a te stesso, l’idea di non valere più, di non essere all’interno degli “entourage”, la certezza di essere out, fuori, lontano dai sentieri che noi abbiamo tracciato, allontanati inspiegabilmente dai nostri stessi simili.
Solitudine degli uomini, solitudine profonda, quella che da’ angoscia, che ti fa dormire con un occhio aperto la notte perché senti che sei stato abbandonato, dimenticato…relegato!
C’è una parola che rappresenta il sentimento di dolorosa partecipazione all’infelicità altrui e, questa parola, è pietà.
Parola bandita da blog e blogosfere, da forum e siti web, stravolta nel suo più volgare significato dal “pietismo” televisivo.
La pietà crea paura, perché avvicina l’uomo all’immenso, all’irraggiungibile, al terrore di guardare la sofferenza negli occhi dei tuoi simili per nascondere in te stesso la voglia di andare avanti … comunque, qualunque sia il prezzo da pagare, qualunque sia il prezzo che “dovrai” pagare. Solo mettere un piede avanti all’altro … un piede avanti all’altro senza curasi di niente e di nessuno … senza provare pietà.
La tecnologia, però, aiuta solo, e non è poco, ad avvicinare le persone e a comunicare fra loro, sempre più velocemente (chat, forum ...).
Ma dobbiamo imparare a comunicare con il cuore, con la voglia di partecipare davvero alla solitudine di altre persone.
La tecnologia ci aiuta, ma sarà per sempre il cuore (finchè uomo vivrà) ad essere l’unica linea di congiunzione che regala alle nostre solitudini l’attenzione degli altri.

Mr. Pin