Non molto tempo fa, ero titolare di una piccola Agenzia Pubblicitaria. Avevo 12 ragazzi che lavoravano in maniera prodigiosa, creativi ed indomiti come i Cavalieri della tavola Rotonda. Io ero il capo, il boss.
Un culo grande come una sporta. In 3 anni mi sono pappato una cosina come 230.000 Km.(oltre 70.000 anno dico), 2,5 auto, 23.000 litri di carburante, 5,75 cambi di gomme. Senza contare treni ed aerei.
Ero contento come un matto anche se fumavo 40 paglie al giorno e passavo tranquillamente (a me sembrava), da un’alimentazione ad Hamburger autostradale (a volte l’incisivo affondava nel famigerato Camogli), a sontuose cene ammazzafegato, offerte da Clienti vari.
Voi direte, figurati sto’ fenomeno… ne conosco di gente che si fa sti’ chilometri … A mio suffragio aggiungo che la clientela è molto particolare e preparata, quindi … stressa in una maniera che proprio non se ne ha idea.
Un'altra figura di “fornitore”, in questo particolare mondo, è il tipografo che, sui lavori di Agenzia soffre quanto il Conte Ugolino mentre mangiava uno dei suoi figli (cosa si fa per la fame e per il cliente!).
Tipico esempio: sei lì che hai messo i tuoi esecutivi per la tipografia in borsa, entri in macchina (come al solito) per andare da quel disgraziato di tipografo che da due giorni ha le macchine ferme perché aspetta te per andare in stampa. Ti ha telefonato 2 ore prima avvinghiandoti il padiglione auricolare con un: “… se non mi porti gli esecutivi entro … il cliente NON VA IN STAMPAAAA!”.
E tu lì a dirgli “… guarda che io non c’entro un’emerita fava … che lui è bravo e buono e che telefono al cliente per farmi dare un OK definitivo …”.
E sono lì come un pirla in macchina, che vado dal disgraziato tipografo per portargli l’OK definitivo. Si stampa, FINALMENTE!
Poi … il cellulare improvvisamente ti vibra nel taschino della giacca come un tele-elettroshok, guardi il display e leggi con orrrrore: CLIENTE.
Prima di rispondere, pensi ad un sacco di cose in una frazione di secondo. La prima è, non rispondo, c’ho l’OK via fax! Poi, pensi di dotarti di una collana d’aglio, ti tocchi gli zibidei che in quel momento sono andati a fare un giro per la Galassia e decidi di rispondere pensando “…E se invece è un nuovo lavoro? …” … decidi di rispondere!
Povero koglione!.
Appena senti il tono del CLIENTE, ti guardi riflesso nel lago delle tue lacrime e ti dai immediatamente del deficiente.
Dall’altra parte: “ … Sai Piero, è tutto OK eh…!?” Ti rassicura l’infame “ … ma il Direttore Marketing ha visto i lay-out…” Li doveva vedere 3 giorni fa, pensi mentre senti che ti stai trasformando in Uomo Lupo “ … ma ha pensato che, in fin dei conti, lo sfondo delle foto … anziché rosso, è meglio quel giallo che avevi proposto qualche tempo fa …” Continua imperterrito con una voce di piombo quanto, ti immagini, la sua faccia.
Ti senti un povero stronzo mentre telefoni al disgraziato tipografo che ti sta aspettando come un boa affamato aspetta un capretto indifeso, giri il culo della macchina e pensi anche alla faccia del tuo art director che ti vedrà entrare in Agenzia sbattendo la porta e mordendo sul collo la segretaria.
E tutto questo, per un fottutissimo colore di sfondo.
Mi sono accorto che il tutto mi faceva un sacco male quando, mia moglie (la Fida), mi soccorreva semisvenuto e in stato confusionale (credevo che il portiere dello stabile fosse Angelina Jolie), subito fuori dall’ascensore e dopo una riunione “molto focosa” col CLIENTE.
“ Tu, in questo ambientino, NON ci lavori più …punto e basta”. Mi diceva La Fida minacciandomi col dito sotto il naso.
E infatti, non lavoro più nella pubblicità! Nella comunicazione sì, ma è un’altra cosa.
Ho imparato però un sacco di cose e azzardo un pensiero, in sostanza, si potrebbe definire che, un buon prodotto, è anche un buon connubio tra creatività e professionalità, umanità e numeri, software e hardware, intelligenza e cervello. Indissolubili.
Alla fine, il risultato del buon vecchio Ingegno Umano. Quello che però non serve a fare bombe, ma quello che serve a migliorarti la vita e a farti sentire in definitiva, cittadino dell’umanità senza farti mangiare il fegato dai sensi di colpa.
Mr. Pin