scritto da MisterPin il mercoledì, 27 dicembre 2006,20:11
José Luis Rodríguez ZapateroAccidenti Zapatero! Stai attento

Mi posso considerare un uomo fortunato, sono allergico alla cocaina (o alle schifezze che ci mettono in mezzo).
Sta di fatto che, voi vi chiederete, ma come fa a sapere ‘sto qui, se è allergico alla cocaina se non ha mai provato? Ma sì, confesso il reato, frequentavo a suo tempo, quando ero molto più giovane, un ambiente frequentato da attori, musicisti, artisti vari. C’era un tipo che, non ne ho mai capito il motivo, provava per me una vera simpatia. Appena mi scorgeva a feste varie, mi prendeva sottobraccio e mi portava nel cesso del locale. Tirava fuori una bustina azzurra e col bancomat tritava la pozione magica e bianca per renderla più “aspirabile”. Arrotolava un bel “Deca” (10.000 lire del vecchio conio), se lo infilava in una narice, e tirava. Poi, doveva arrivare il mio turno. Era tanto gentile che non mi sono mai azzardato a dirgli che a me, il giorno dopo, il naso mi si trasformava in una zampogna così ... ritualeggiavo anch’io. La cosa è capitata poche volte ed è finita quando lui è partito per Milano e non s’è fatto più vedere. Vi prego di porre l’attenzione sugli oggetti che ho menzionato. Uno di questi è il Deca arrotolato.

Ebbene, da una ricerca eseguita dai Laboratori SAILAB, sembra che su un campione di banconote spagnole, raccolto in licei, farmacie e supermercati, sul 94% di queste banconote, siano state rilevate tracce di cocaina. L’articolo da dove traggo questa notizia (Il Resto del Carlino di oggi), fa anche un riferimento, ancora più inquietante, al prezzo particolarmente basso della coca in Spagna (solo 60 eurini al gr.). Causa per cui, i consumatori si sono moltiplicati in maniera esponenziale.

Da un’altra fonte apprendo che oggi, sempre in Spagna, è stato presentato un disegno di legge che prevede un rimborso (fino a 12.000 eurini), a tutti gli omosessuali che hanno subito soprusi dal regime franchista (G. Lorca docet).

Zapatero! non ci capisco più niente!

Da una parte promuovi leggi che ti fanno onore, sulle quali il nostro attuale governo (ma anche quello vecchio), si trasformerebbe in un canile municipale (vedi pacs, accanimento terapeutico, ecc). Dall’altra parte stai governando un paese che è di grandi “tiratori” di cocaina, che non è proprio camomilla, dicono i saggi. Vabbè, da noi i parlamentari si fanno delle canne e sono dei somari in geografia ma ... la cocaina! Stai scherzando Zapatero? La coca è droga pesante Zapatero! La gente ci crepa Zapatero! Non è che ti stai perdendo qualche pezzo di buona politica arrotolata in una banconota da 10 euro?

 

Mr. Pin

categoria:
commenti: commenti (1)(popup) | commenti (1)

Welby e la chiesa

scritto da MisterPin il martedì, 26 dicembre 2006,16:23

Dopo lunga assenza da questo blog, per ragioni esclusivamente di casini personali, sono qui di nuovo a scrivere.
Ieri era Natale e, l’antivigilia di Natale, è morto Welby.
Ieri abbiamo sentito il papa parlare a migliaia (milioni grazie alla TV) di carità, del messaggio del Cristo, della tolleranza, dell’amore, del PERDONO.
E’ stato il vescovo di Roma a negare a Welby, cristiano- cattolico per antonomasia, gli onori del SUO DIO.
Il vescovo di Roma è il PAPA. E’stato lui l’artefice della nefandezza post mortem.
Io non ho la fortuna di essere credente. Mi piacerebbe, ma non ci riesco. Mi piace più pensare ad un mondo laico dove le persone sono garantite da leggi fatte da uomini e non da santi. Mi piace pensare ad un mondo dove, anche se duramente, la legge del vivere mi permette di confrontarmi con degli altri uomini e non con delle icone religiose.
Ne ho grande rispetto, da comunista (o comunista post mortem) impenitente, i miei padri mi hanno insegnato ad avere rispetto per le visioni diverse della mia, in un mondo utopico dove il ricco non è così ricco, il debole è rispettato nei suoi miserevoli valori, dove il “tutto”, non è così diverso da famiglia a famiglia. Ho conosciuto persone che mi hanno insegnato la santità del lavoro, la beatitudine dell’essere uguale agli altri e la religiosa tolleranza nei confronti della vita degli esseri umani.
Ho conosciuto solo uomini nella mia vita, nessun santo, nessun beato, solo persone che, nella semplicità del loro pensiero, accendevano la scintilla del Cristo. Padri, madri, figli, famiglie, amici ... solo uomini, nel loro infinito sbagliare e poi sbagliare ancora. E’ sempre l’uomo che sbaglia. Sempre!
E ieri, giorno del Santo Natale, sono ancora più convinto di ciò dopo aver visto, agghindato come un vero e proprio Babbo Natale, stola rossa ripieno di ermellino candido, papa Ratzingher, che ha avuto il coraggio di parlare a noi poveri italiani del messaggio d’amore e di carità di nostro signore: il Cristo. Ed è quell’uomo che ha sbagliato, nel negare ad un povero derelitto (che la famiglia Welby mi scusi per questo appellativo) gli onori del suo Dio, quello che Piergiorgio teneva in fondo al cuore, la scintilla che lo aiutava a convivere con il peggiori dei mali: la sofferenza.
Aveva chiesto umilmente di morire, per non soffrire più.
La parte politica dell’uomo, si è infranta dietro l’impossibilità di poter gestire una “patata bollente” di queste dimensioni. I politici si sono dimostrati inefficienti ed ignoranti, falsi e scarica barili come al solito.
Ma il Santo Padre, quello che dovrebbe essere la reincarnazione del Cristo sulla terra, del Dio fra i popoli, quello che decanta ai centinaia di milioni di suoi fedeli, le virtù della tolleranza e della carità, non ha avuto coraggio, ha lasciato il funerale di un suo fedele, senza i sacri rituali della Chiesa e della sacralità della benedizione.
Il prete, che stava officiando nella chiesa a porte chiuse davanti alla piazza dove si svolgeva il funerale inquadrato da numerose telecamere, regalava al telespettatore una scena surreale: la chiesa vuota, la piazza piena. Un prete che parla alle pareti nude della SUA chiesa, senza fedeli, con la sola eco delle sue parole. E’ questa l’icona che mi ricorderò per tutta la vita. Una chiesa vuota che aveva chiuso le porte ad un suo fedele a migliaia di altri..
Forse è questa la chiesa del popolo, che Papa Ratzinger vuole. Un luogo che non è più il centro di raccolta delle anime ma solo il manifesto pubblicitario, di un pensiero umano e politico ed assai poco cristiano.
Da laico, di nefandezze ne ho un casino contro cui combattere: Calciopoli, Mani Pulite, Mafia, Razzismo, Intolleranza, Concussione, Tangenti ... tutte parole che fanno parte dell’anti-vocabolario umano, in una lista infinita di errori. Tutte cose alle quali cerco di rispondere con il (ormai poco) raziocinio che mi rimane. Ma so anche che, prima o poi (dite che sono ottimista?) ne verrò a capo, perché sono tutte scelleratezze dell’uomo.
Non riesco ad immaginare ad un “sistema” che mi nega l’anima, la mia stessa esistenza, il più profondo dei miei credi. Su questo il raziocinio se ne va a farsi fottere.Piergiorgio Welby
Se io fossi Welby, mi incazzerei da matti, lassù nel cielo, nell’aldilà, pensando di essere stato fregato per sempre. Come si fa ad amministrare un dolore che ti è stato dato un “uomo” che è la personificazione di Dio in terra?
Noi abbiamo il dovere di votare politicamente delle persone che, probabilmente saranno quelle, secondo il nostro pensiero, che ci guideranno meglio e nel più onesto dei modi. E non si chiede al politico carità, dolore e tolleranza. Ma ad un Papa sì.
I cattolici dovrebbero stare molto più attenti  a chi si mette a regnare sulle anime dei fedeli e sulle coscienze dell’umanità anziché applaudire in Piazza S. Pietro, come pecoroni, parole che servono solo a giustificare una festa falsa come una campana rotta all’insegna solo del consumismo più sfrenato. Ratzinger, non sa cos’è la carità, non sa cos’è il dolore, non sa cos’è la tolleranza. Ma se si vogliono le chiese vuote, fatti vostri, non è un mio problema, io vengo dalla piazza, al massimo ci ritroveremo tutti lì.

 

Mr. Pin

categoria:cinema, chiesa, papa, ratzinger
commenti: commenti (2)(popup) | commenti (2)